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I 100 anni della nascita di Enzo Mirigliani

21-04-2017 - Ma poi, in fin dei conti, che cosa sono 100 anni per un uomo che ha legato il suo nome alla Bellezza e che sarà ricordato per sempre? E del quale, fra le tante cose che si sono dette di lui. ci sono frasi come questa: “Profumo di passato e di presente autentico: con lui arriva un vento di sogni realizzati”.

Risuonano, nel mite clima di aprile, le parole che scandiscono la storia del ragazzo diventato uomo quando ancora non aveva compiuto 18 anni, del piccolo calabrese grande gentiluomo. La leggenda, il custode della bellezza italiana, il ‘patron’.
Sì, è impossibile dimenticare Enzo Mirigliani.

E’ nato il 22 aprile 1917 a Santa Caterina sullo Jonio, in provincia di Catanzaro. Abbandona il paese a 17 anni e mezzo per arruolarsi volontario nell’Esercito. Sergente maggiore in Africa orientale, combattente a El Alamein, fuggito da un campo di raccolta tedesco in Italia grazie all’aiuto di una ragazza, un segno del destino: la vita come avventura. Difficile distinguere il mito, il romanzo apocrifo e la biografia reale. “Ma che importa – dice lo scrittore Edmondo Berselli – è Mirigliani a inventare, a perfezionare, a imporre la formula e lo spirito del concorso”. Nella sua visione, la ragazza di Miss Italia non deve essere un monstrum di bellezza, una silhouette irraggiungibile, ma deve apparire come “la ragazza della porta accanto”, una donna vera, desiderabile, ma consegnata a un’idea di normalità e di sana quotidianità. Anche le sue invenzioni si iscrivono a quest’ordine di idee.

La “Sartina d’Italia” è la più straordinaria: si svolgeva in piazze e teatri e le sartine, in due ore e mezza, dovevano confezionare un abito davanti al pubblico, mentre sul palco si svolgeva uno spettacolo di canzoni e di varietà. Per questa sua iniziativa, che portò avanti per alcuni anni in giro per l’Italia, Enzo coniò il termine “workshow”, dando valore moderno e cosmopolita a una manifestazione apparentemente provinciale. Sua è la creazione nel 1991 di Miss Italia nel Mondo, il concorso di bellezza dedicato alle figlie di emigranti che vivono all’estero. Ma la sua fantasia nell’ideare e inventare eventi e premi non si ferma qui: ecco il “Carosello d’oro”, il “Televolto dell’anno”, “Miss Europa Cinema”, “Il Festival del piano bar” e perfino “Il cane e il suo padrone”.

Passione, amore per il suo lavoro, capacità organizzative fuori del comune, abilità nel leggere le esigenze del mercato, intuito nell’anticipare i gusti degli italiani in fatto di bellezza e di costume: sono le doti che hanno fatto di Enzo una icona del costume italiano e il suo concorso uno show per tutti: uno spettacolo amato dalle famiglie e accolto dalla televisione nel 1979 e poi dal servizio pubblico della Rai dal 1988 al 2012.

Dal matrimonio con Rosy Ragno, avvenuto nel 1947, sono nate Patrizia e Rosaria. Si è sempre interessato di concorsi di bellezza: prima in Calabria, poi come agente di Miss Italia del Trentino Alto Adige; infine, a 41 anni, ha assunto la guida del concorso con Dino Villani, il creatore della manifestazione; poi, nel 1962, come assoluto patron. La prima edizione da lui organizzata è quella del 1959. L’immagine che segna la data del suo inizio è quella che lo vede, elegantissimo, ad una sfilata insieme a Beatrice Faccioli, Miss Italia del 1957, bionda, leggiadra, la prima ad indossare la corona, i fiori nella mano destra, la sinistra appena appoggiata a quella di lui. Splendono i suoi rinomati occhi azzurri, mentre si appresta a conquistare il successo, il suo personale, quello del concorso e delle sue ragazze, un milione, si dice, tante ne ha portate in passerella. Sono le dattilografe, le commesse, le impiegate, le studentesse, le bionde e le more, quelle con gli occhi che non si dimenticano e che spesso incontriamo sul pianerottolo di casa.

Sabato 13 settembre 2003, nel Comune di Salsomaggiore, mentre riceve il “Premio Berzieri d’oro’, un riconoscimento alla carriera, il patron, dopo quasi 50 anni, affida idealmente la sua manifestazione alla figlia Patrizia che già lo affiancava da alcuni anni. E’ un momento storico. Mai eredità, mai scelta è stata così saggia, giusta, puntuale. La nuova patron ha infatti rinnovato Miss Italia, raccogliendone la vocazione più autentica, che è quella di porsi come fucina di talenti e vetrina di ragazze che aspirano a entrare nel mondo dello spettacolo.

Molte di loro ce l’hanno fatta: sono le testimoni della vitalità di questo ‘talent show’ che, proprio grazie a lei, ha saputo proiettarsi nel nuovo millennio. Patrizia Mirigliani ha assicurato una conduzione rigorosa del concorso, il suo ingresso nel mondo sociale e della solidarietà, il suo impegno contro il femminicidio e lo stalking, il suo ammodernamento, anche tecnologico. Così, oggi, dopo 78 anni, Miss Italia può presentarsi con la sua storia e la sua intatta popolarità. Le porte chiuse alle ragazze minorenni e aperte, invece alle candidate con la taglia 44 ed oltre e alle ’nuove italiane’, nate tra noi da genitori stranieri, i nuovi titoli dedicati allo sport e al Fair Play, la nascita, infine, nel 2003, del Calendario di Miss Italia: sono alcune delle tappe, delle conquiste quotidiane di Patrizia. Suo padre, che ci ha lasciati il 26 settembre 2011, può esserne orgoglioso.

Fateci parlare ancora un po’di lui.
“Dai Enzo, raccontaci di Rommel ….”. “Quella mattina non ero nemmeno in servizio ….”.
La sera tardi, dopo una giornata di lavoro, in una sala di Salsomaggiore, si rinnovava il rito dell’incontro con i giornalisti, la sua seconda famiglia: Alfonso Scotti, Umberto Marchesini, Beppe Gualazzini, Aldo De Luca, Tonio Licordari, il suo biografo. Qualcuno l’ha seguito per trent’anni, ogni estate, come i fotografi, conosciuti per nome, uno per uno. I racconti della notte, gli scherzi, gli scoop inventati per il giorno dopo, l’amicizia, la felicità di stare insieme … e sempre a parlare di Miss Italia, di questo concorso che teneva uniti tutti, ammirati dalla schietta umanità del patron.

Tutti gli hanno sempre riconosciuto di aver condotto un concorso corretto, sano, e di aver indicato, nel rispetto delle ragazze e delle loro famiglie, un modello di bellezza semplice e pulito. Diceva un giornalista: “Mirigliani per natura ama il benessere, ma andrebbe a vivere sotto un ponte piuttosto che compiere una scorrettezza”.

Ed un altro: “Non ci si improvvisa comandanti di una nave dal fragile e preziosissimo carico che per mezzo secolo ha percorso in lungo e in largo i mari, se non si conquista autorevolezza sul campo con solida preparazione, capacità e profonda onestà”.
 


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