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LETTERA DI PATRIZIA MIRIGLIANI AD ANNA MARIA TARANTOLA

Data pubblicazione: 02-04-2026

LETTERA DI PATRIZIA MIRIGLIANI AD ANNA MARIA TARANTOLA

In risposta all'intervista su La Stampa

Gentile dottoressa Anna Maria Tarantola,

vorrei replicare a quanto da lei sostenuto su “La Stampa” (“Nella mia RAI togliemmo Miss Italia”), frase che appare anche nel titolo dell’articolo.

La decisione, messa così in risalto a distanza di oltre un decennio, mi fa pensare a quanto il Concorso sia stato vittima di ipocrisia e preconcetti e quanto Miss Italia sia sempre usata come un capro espiatorio per cercare consensi personali.
Ma nella “sua” RAI si è mai chiesta se il “suo” pubblico avrebbe accettato di buon grado questa decisione? Miss Italia ha lasciato la RAI con ascolti che oggi farebbero leccare i baffi ai nuovi dirigenti.

Lo sa che quest’anno il Concorso festeggia gli 80 anni del titolo Miss Italia, che nacque nel 1946 in concomitanza con il voto alle donne? Enzo Biagi a tal proposito scrisse che “Miss Italia è una conquista della democrazia”.

Nell’intervista lei dichiara che “dare evidenza solo alla bellezza femminile senza sottolinearne i talenti non avesse senso”, mi preme ricordarle che centinaia di donne intelligenti e con talento, attraverso il Concorso, sono arrivate al successo. Non parlo solo nel mondo dello spettacolo, ma anche in altri ambiti dello studio e della formazione. Per esempio, Brunella Tocci, Miss Italia 1955, è stata una delle prime giornaliste della RAI e ha affiancato Andrea Barbato nella nascita del TG2, che proprio in questi giorni festeggia tale anniversario. Ancora oggi molti volti televisivi provengono dal Concorso.

Prendo atto della sua precisazione riguardo il fatto che l’esclusione di Miss Italia dalla RAI non sia derivata da una sua proposta. Del resto noi donne siamo paladine, a volte, di pensieri che non ci appartengono fino in fondo.

Fortunatamente lo scorso anno la RAI ha riconosciuto nuovamente il valore di Miss Italia e il direttore generale Roberto Sergio ha dichiarato che il Concorso “è il più antico e importante talent che ci sia mai stato in Italia. Da qui sono usciti moltissimi personaggi dalla televisione, del cinema, della fiction, della canzone”.

Da donna a donna, mi dispiace per ciò che è successo allora e per quanto ha voluto sottolineare oggi ma, le dico, sostenendo l’esclusione di Miss Italia dalla RAI, il Concorso rischia sempre di più di non essere sé stesso: il baluardo delle donne italiane.
Avete deciso che le Miss debbano essere o scienziate o étoile della Scala per giustificare la bellezza e ciò che siamo da tanti anni?

Allora sa mi consenta di dire: “Abbasso l’ipocrisia e viva il costume da bagno delle miss”.

Patrizia Mirigliani

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